GRAVINA DELLA MADONNA DELLA SCALA – MASSAFRA

Fino a qualche tempo fa ignoravo l’esistenza delle gravine. Aspre e profonde incisioni carsiche. In effetti, potreste pensare, non sarebbe stata chissà poi quale grande perdita. Provatemi però a spiegare cosa si prova quando ci si affaccia sulla gravina di Matera. Vorrei sapere chi di voi non è rimasto, almeno per un secondo, a bocca aperta. Dove sono localizzate le gravine? Quella più a Nord è quella di Gravina in Puglia, mentre la zona di massima presenza e sviluppo è costituita dall’ampia fascia che si affaccia sul Golfo di Taranto e che si estende da Matera sino a Grottaglie. Il processo geologico che le ha generate è molto affascinante… sollevamenti tettonici di antichi calcari giurassici e cretacei, faglie, fratture, variazioni del livello del mare, deposizioni di rocce più tenere (calcareniti), fiumi impetuosi, erosione, fenomeni atmosferici. In vari periodi storici le gravine sono state utilizzate dall’uomo come dimora e rifugio da invasioni nemiche. Esistono veri e propri villaggi scavati nella roccia, con abitazioni dotate di scale di accesso, sistemi di canalizzazione e raccolta delle acque piovane, impianti per attività produttive, piccoli centri di culto. In età medievale, in particolare, le gravine hanno promosso il coagulo e lo sviluppo di una intensa vita civile e religiosa che, successivamente, ha influenzato lo sviluppo topografico dei relativi centri abitati come Massafra, Ginosa, Castellaneta, Matera, Palagiano, Palagianello, Laterza, Mottola. Quanti tesori nascondono la Puglia e la Basilicata!

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