Category Archives: Litorale Nord Barese (Da Barletta a Bari)

Torre Ofanto (Barletta) – Lungo l’Ofanto#4

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Torre Ofanto è una torre costiera di avvistamento situata nei pressi della foce dell’omonimo fiume, in località Fiumara. Fu costruita nel 1568 a spese del governo di Napoli e dell’università di Barletta. Faceva parte del sistema di difesa costiera contro le incursioni navali costruito nel Regno di Napoli tra il XVI e il XVII secolo. Tale sistema era costituito da numerose torri, distribuite lungo la costa, costruite in modo tale che da ciascuna torre fosse possibile scorgere le due adiacenti. Le torri, oltre a permettere  un tempestivo  avvistamento delle navi nemiche provenienti dal mare, fungevano da primo baluardo difensivo (ciascuna torre era dotata di una piccola guarnigione) e costituivano un efficace apparato per comunicare velocemente informazioni di vitale importanza, tramite segnali di fumo e bandiere colorate.
Torre Ofanto è caratterizzata da una pianta quadrata con base tronco-piramidale, e presenta cinque caditoie per lato e piccole aperture a feritoia su due facciate. L’accesso originario al piano superiore era costituito da una scala detraibile in caso di attacco; in seguito furono costruite due scalinate, non più esistenti. L’edificio, nello stato attuale si presenta in uno stato di grave degrado statico causato dalla totale assenza di manutenzione. Le caditoie sono in gran parte crollate mentre le rimanenti sono pericolanti; il rivestimento esterno dei paramenti murari, costituito da conci di tufo è stato in più punti asportato ed eroso.  La torre dista circa un chilometro dal mare e cinquecento metri dal fiume (in destra idraulica). Le costruzioni addossate alla torre sono adibite ad usi agricoli ed utilizzati da pastori per il ricovero delle greggi.

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A qualche centinaia di metri dalla torre ho incontrato Giacomo con il suo piccolo gregge. Gli ho chiesto se potessi fare qualche fotografia alla torre e l’ho accompagnato per un po’ con le sue pecore. Mi ha detto che sin da bambino ha fatto questo mestiere. Ha il volto segnato dalle fatiche e due profondi occhi azzurri. Richiama le sue pecore con dei versi bizzarri. Con me parla poco, in un chiaro italiano; nessuno vuole fare questo mestiere oggi, mi dice.  Mentre parliamo vengo attaccato da decine di zanzare provenienti dai canneti  smossi dalle pecore. Dopo qualche minuto Giacomo riporta il suo gregge nella stalla (un piccolo edificio alle spalle della torre) e, dopo aver sistemato qualche altra faccenda,  accende il fuoco per la sera in attesa della cena. Il tramonto è passato da un pezzo. Dopo averlo ringraziato lo saluto e vado via.

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PEOPLE USING THE LANDSCAPE #5

Nella categoria “People using the landscape” raccoglierò i posts e gli articoli che parlano delle attività ricreative e sportive, svolte all’aria aperta, praticate oggi in Puglia e in Basilicata. L’approccio fotografico che ho scelto è il ritratto, per avere maggiori informazioni “visive” sul soggetto fotografato. L’idea è quella di poter costruire un “catalogo” dei diversi modi di relazionarsi fisicamente con il paesaggio.

Domenica 26 Agosto 2012, ore 18:00
Località “Salsello”, Bisceglie (BT).

SECONDA SPIAGGIA – BISCEGLIE

Esistono, al mondo, due tipi di spiagge. Le spiagge esotiche, distanti centinaia di km, con la sabbia bianca, i cocktails e l’acqua cristallina. E poi tutte le altre, che appartengono alla categoria  delle spiagge normali. Le prime sono quelle dei viaggi di nozze, delle quali conserviamo le foto e il ricordo, per testimoniarne orgogliosi l’esperienza. Le spiagge normali, invece, distano da casa dieci minuti a piedi o, al massimo, venti in auto.  Le spiagge normali sono quelle in cui quando si arriva si cerca il parcheggio con le strisce bianche. Quelle in cui si scende dalla macchina con le sedie sotto il braccio e l’asciugamano in spalla. Le spiagge normali sono quelle in cui ci vai da una vita, ogni estate, tutte le volte che puoi.

CAVA DI ROCCIA CALCAREA – BISCEGLIE

Da piccolo sono rimasto stranito quando ho realizzato, per la prima volta, che il terreno sul quale solitamente camminavo era spesso solo pochi metri. Forse, per questo motivo le cave sono così affascinanti. Sembrano volerti svelare qualche segreto. Chi poteva immaginare che sotto pochi metri di terreno ci fossero metri e metri di roccia?

La cava ritratta in questa fotografia è dismessa da una ventina d’anni ed’è ubicata nel territorio di Bisceglie. Come accuratamente descritto da Luigi Boccaccio (un ricercatore in agronomia, ruvese) nel blog (http://murge.blogspot.com/) “in seguito alla cessazione del forte disturbo costituito dalle attività estrattive, le piante spontanee stanno lentamente ricolonizzando la cava con un processo ecologico analogo a quello che si osserva dopo eventi catastrofici naturali, come incendi o eruzioni vulcaniche. Sugli aridi ghiaioni e sulle pareti rocciose nude si insediarono le prime specie pioniere accompagnate in seguito da altre specie poco esigenti con habitus erbaceo. Nella successione vegetazionale, lo stadio seguente è rappresentato dalla gariga: la transizione verso questa situazione è testimoniata, nel sito in oggetto, dalla presenza di alcuni esemplari di lentisco (Pistacia lentiscus) e biancospino (Crataegus monogyna). In futuro si prevede un progressivo affermarsi degli arbusti, con la formazione di una fitta macchia mediterranea; infine, se le attività antropiche lo permetteranno, si costituirà una autentica foresta mediterranea di sclerofille, stadio climax di una successione che potrà durare alcuni secoli”. Il fondo della cava durante la stagione piovosa si allaga dando vita ad un habitat umido di straordinaria importanza per anfibi, rettili e uccelli migratori. Ho visitato la cava numerose volte. Ho visto con i miei occhi  i girini crescere nel tempo e diventare dei microscopici rospi smeraldini. Ho visto con i miei occhi le rondini e le garzette, ho sentito perfettamente il profumo del timo. E pensare che qualche anno fa qui c’era solo polvere.